Il rating di un’azienda e la Centrale Rischi

Cos’è il rating

Il rating è la valutazione che viene data a un’azienda per classificarne l’affidabilità in caso che chieda un prestito. Dipendentemente da come e quando riesce a restituire il prestito, viene valutata più o meno affidabile. Se non lo è, può essere segnalata alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, la banca dati che raccoglie i nomi dei cattivi pagatori.

 

Criteri di valutazione

Gli elementi che si tengono in considerazione per esprimere il rating di un’azienda sono diversi:

  • La qualità e il settore dell’azienda.
  • Il movimento dei suoi conti.
  • Il ricorso ai fidi.
  • Il punteggio che le attribuisce la Centrale Rischi.
  • Il bilancio.

 

Il miglioramento del rating

Se l’azienda riesce a gestire bene gli elementi sopra riportati, ha buone possibilità di riuscire a ottenere un rating migliore.

Per raggiungere questo scopo, si possono svolgere le seguenti attività:

  • Creare un equilibrio fra le proprie risorse finanziare e quelle di altri.
  • Controllare che nel bilancio i debiti verso le banche siano un quinto del patrimonio netto.
  • Scegliere soluzioni di auto-finanziamento, come l’aumento di capitale, i versamenti in conto capitale, i conferimenti, i prestiti partecipativi.
  • Mantenere il costo degli interessi della banca sotto il 4%.
  • Controllare quanto incidono gli interessi passivi sul fatturato e se l’incidenza è dovuta a un indebitamento troppo alto, o a interessi troppo alti.
  • Rivedere, in caso di necessitò, le condizioni di credito con la banca.
  • Preferire i debito a termine medio o lungo, perché costano meno e hanno tempi di restituzione maggiori.
  • Rivolgersi a un consulente bancario e negoziare la possibilità di trasformare gli eventuali debiti a breve termine in una restituzione dai tempi più lunghi.
  • Controllare che le immobilizzazioni siano meno dei debiti a medio e a lungo termine e al patrimonio netto.
  • Motivare alla banca i possibili aumenti delle rimanenze di magazzino o dei crediti commerciali.
  • Gestire accuratamente le entrate.
  • Usare i prestiti e i conti corrente in modo adeguato all’attività svolta dall’azienda, senza fare movimenti non necessari.
  • Sconfinare solo in caso di emergenza (temporanea mancanza di liquidità).
  • Scegliere bene la soluzione di finanziamento più adatta ai bisogni dell’azienda.
  • Pagare puntualmente le rate.
  • Finanziare con un mutuo gli eventuali investimenti fissi, o comunque frequenti, e controllare che le scadenze del mutuo siano compatibili con i tempi di rientro dell’azienda.
  • Scegliere i giusti partner, valutandone la puntualità e la solvibilità. Se non pagano, o lo fanno in ritardo, difendersi mandando lettere di sollecito.
  • Suddividere il portafoglio clienti e presentare al finanziatore solo la parte che testimonia la solvibilità dell’azienda.

 

Da ricordare sempre

Le banche guardano soprattutto alle rimanenze e ai crediti, quindi è bene controllare e rispettare le scadenze delle rate dei mutui e dei prestiti, e non eccedere negli sconfinamenti. Se le banche notano qualcosa che non va, il rating è peggiorato e si rischia la segnalazione alla Centrale Rischi, che a sua volta avviserà le altre banche con cui l’azienda intrattiene rapporti.

 

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